Testata Cellole
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Tavola Rotonda tartaruga caretta caretta

Baia Domizia un convegno dopo la nascita di 44 tartarughe

La nascita un evento eccezionale anche perchè questi animali tornano a nidificare dove sono nati
CASERTA - Una tavola rotonda per parlare delle «Tartarughe marine sulle spiagge del litorale domizio», sensibilizzare e promuovere la conservazione delle tartarughe e discutere delle azioni che i diversi Enti svolgono a tutela della biodiversità marina: questo il tema previsto venerdì 23 luglio a Baia Domizia, presso il complesso turistico Marina Club Hotel. Non è un caso la scelta della location, già nel 2002, la dottoressa Flegra Bentivegna, direttrice della Stazione Zoologica «Anton Dohrn» di Napoli, ha documentato, per la prima volta in Campania, la deposizione delle uova e la conseguente nascita di 44 tartarughine «Caretta caretta» sulla spiaggia di Baia Domizia. Un altro nel 2006 ad Ogliastro Marina nel Cilento, ed un altro ancora nel 2008 a Lucrino nel cuore dei campi Flegrei. In ambito tirrenico:
In ambito tirrenico, la Campania è una delle aree maggiormente frequentate dalle tartarughe marine che vivono nel Mediterraneo. *

In particolare, la specie «Caretta caretta», considerata a rischio di estinzione sulla quale far convergere azioni di salvaguardia. La nidificazione sulle spiagge del litorale domizio è un evento da considerarsi eccezionale perché avvenuto al di fuori degli arenili di nidificazione conosciuti nel Mediterraneo, e che si stanno ripetendo negli anni.
Ma a Baia Domizia, la dottoressa Bentivegna, già due anni fa, aveva dichiarato in una precedente intervista, di aver scoperto in alcuni canali alla foce del Garigliano, delle rarissime Emys orbicularis, l’unica tartaruga palustre presente in Europa. In questo contesto è nato dal 2007 il progetto sul “Monitoraggio delle nidificazioni di tartaruga marina in Campania” promosso dal Settore Ecologia dell’Assessorato alle Politiche Ambientali della Regione Campania, che con il coordinamento scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn, attraverso i Centri di Educazione Ambientale della Rete I.n.f.e.a, hanno fatto partire un programma di monitoraggio atto a valutare la reale entità di questo importante fenomeno biologico. Parte integrante del progetto sono state e saranno le campagne di sensibilizzazione rivolte alle popolazioni locali per la valorizzazione del patrimonio faunistico campano e la diffusione di norme comportamentali per l’uso sostenibile degli habitat marini e costieri.
Troppo spesso le tartarughe rischiano di rimanere intrappolate nelle reti da pesca, di abboccare agli ami dei pescatori o di ingoiare rifiuti solidi, è il Turtle Point di Bagnoli, centro di recupero e riabilitazione, che provvede a curare e salvare questi straordinari e affascinanti rettili marini. “Il solo fatto di essere riusciti a riabilitare e reintrodurre in habitat alcune centinaia di questi esemplari ci consente di ricoprire un posto di assoluta eccellenza in ambito internazionale”, ha affermato la dott.ssa Bentivegna.
La “Caretta caretta”, per il suo intrinseco valore biologico e per essere una buona indicatrice dello stress ambientale, è un’ottima “specie bandiera” in grado di attrarre l’opinione pubblica sulle tematiche di conservazione degli ecosistemi marini. Ben presto sarà inaugurato un vero e proprio Acquario tematico delle tartarughe marine, sempre nell’ex area industriale dell’Italsider, con tanto di vasche per la terapia degli animali, di grandi acquari con un tunnel realizzato con lastre di plexiglas trasparente, di laboratori di ricerca, sala convegni, bookshop e di un ampio laghetto artificiale situato nella zona antistante.

Testo tratto da www.tartaportal.it e corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli


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